Tra storia e rivalità, tutte le curiosità sul derby Catania-Acireale

Pochi kilometri di distanza separano Catania e Acireale, due città unite dal vulcano più alto e attivo d’Europa, l’Etna, ma segnati da una storica rivalità. Un dualismo che va oltre il calcio e che per scoprirne le radici bisogna scavare nei libri di storia. Oggi le squadre di Ferraro e Costantino sono pronte a sfidarsi in uno strapieno Massimino e pronto a riaccogliere una sfida che manca da quasi 30 anni. Ma perché queste due realtà sono rivali, nonostante la vicinanza e il destino comune che ha segnato le due città?

Un tuffo nella storia: quando nasce la rivalità tra Catania e Acireale

La partita tra Catania e Acireale non è una semplice gara di campionato del girone I di Serie D. Questa sfida è attesa dai tifosi acesi da quasi 30 anni, da quel 21 marzo 1993, l’annata in cui il club granata ha ottenuto una storica promozione in Serie B. Da quell’anno le due squadre non si sono più incontrate, però hanno sempre mantenuto la rivalità che divide le due tifoserie. L’inimicizia tra le due città ha ragioni storiche. Nel 1781 Acireale si scontra con Catania, Palermo e Messina per via della tessitura della seta, prodotto pregiato in tutto il Regno Borbonico. Le tre principali città siciliane si erano alleate per impedire agli acesi di commerciare con un prezzo concorrenziale superiore alla qualità della risorsa. 

Un altro acceso scontro tra le due città avviene nel 1813, quando nonostante Acireale vantava 20.000 abitanti viene aggregata dal Parlamento siciliano al distretto di Catania. Questa scelta ha generato svariate polemiche nella popolazione acese, che auspicava in un distretto tutto proprio. Nonostante i tanti dissidi o polemiche fra i due centri hanno avuto spesso un destino comune. Entrambe le città sono state distrutte dal terremoto del 1693, sono state ricostruite con lo stile barocco, patrimonio culturale straordinario della Sicilia orientale. Tutto ciò ci spiega come nasce la rivalità e cosa accomuna questi due centri etnei, che tra il XX e il XXI secolo si sono sfidate nello sport più bello del mondo: il calcio

Catania-Acireale in campo: quanti doppi ex tra le due squadre

Oggi la rivalità storica tra Catania e Acireale è sfociata nel calcio, lo sport più seguito in Sicilia e in Italia. Nelle fila delle due squadre spesso sono passati tanti ex che hanno vestito entrambe le maglie. Il più illustre è Orazio Sorbello, acese doc che ha giocato sia in rossazzurro nel 1987-88 in C1 che in granata dal 1992 al 1995. Un altro è Francesco Lodi, che fino allo scorso anno ha giocato ad Acireale, mentre questa estate è ritornato per quarta volta in carriera al Catania sotto la presidenza Pelligra. Doppio ex anche Antonino Pulvirenti, ex presidente di entrambi i club e che, con Pietro Lo Monaco, ha scritto pagine importanti di storia ed ambe due terminate con esiti poco felici per le tifoserie. In campo con la squadra di Costantino ci sarà anche Rosario Bucolo, catanese che affronterà da ex la squadra del suo cuore. 

 

Catania e Acireale, due squadre con obiettivi diversi

Nel girone I di Serie D il Catania di Giovanni Ferraro sta dominando in maniera incontrastata il campionato. Una squadra di livello che sta dimostrando la sua forza in questa categoria grazie al lavoro della dirigenza e dello staff scelto da Ross Pelligra. Al momento i rossazzurri sono primi e imbattuti (solo Cittanova e Lamezia Terme hanno pareggiato con gli etnei) e con migliore attacco e difesa del girone. 

Credits: Davide De Maida – Acireale Calcio

Invece i granata hanno venti punti in meno del Catania, ovvero 12, in piena zona playout. La squadra di Costantino viene da un ottimo pareggio contro la Vibonese, una delle migliori formazioni del campionato e vanta la seconda miglior difesa del campionato con sole 9 reti subite. Inoltre, gli acesi non hanno mai vinto al Massimino nella loro storia. Quindi, strappare un successo contro i rossazzurri sarebbe un colpo importante per la storia di questo torneo e del club etneo. 

A cura di Federico Rosa

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