Empoli come Vado Ligure: 100 anni dopo una semifinale di Coppa Italia per un piccolo comune italiano
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L’impresa dell’Empoli entra nella storia: dopo 100 anni, un paese con meno di 50mila abitanti arriva in semifinale di Coppa Italia. L’ultimo era stato il Vado Ligure
Alla vigilia del match, in pochi avrebbero pronosticato tale esito dalla partita secca tra Juventus ed Empoli, immaginando i bianconeri avere vita facile davanti al proprio pubblico. Al termine dei novanta minuti però, terminati sul risultato di 1-1, sarà la sorte dei rigori a regalare il passaggio del turno ai toscani, con il rigore decisivo siglato da Luca Marianucci.
L’Empoli vola dunque in semifinale di Coppa Italia, per la gioia della società, ma soprattutto di tutto il popolo empolese. Oltre al grandissimo risultato sportivo, oggi la squadra di D’Aversa ha infranto un altro record per la sua città. In tempi recenti infatti, la cittadina di Empoli è il primo luogo con meno di 50mila abitanti ad aver raggiunto una semifinale di Coppa Italia. La prima era stata il Vado Ligure, oggi militante in Serie D, nel 1922 (quella coppa poi arrivò a vincerla).
Seppur in un calcio ben lontano da quello che conosciamo oggi, il Vado conquistò la prima edizione della coppa nazionale italiana, organizzata dalla FIGC. La prima edizione della Coppa Italia, tra il 2 aprile e il 16 luglio 1922, si svolse in un contesto di tensione tra le grandi società calcistiche italiane e la Federcalcio, che portò alla creazione di una lega indipendente.
La Figc organizzò un torneo aperto a club minori, permettendo la partecipazione di 35 squadre. Tra queste c’era il Vado, che esordì vincendo per 4-3 contro la Fiorente Genova. Con un cammino in gran parte tra le mura amiche, il Vado proseguì sconfiggendo la Molassana e la Juventus Italia Milano. Nella fase finale, il Vado superò la Pro Livorno e poi la Libertas Firenze ai supplementari, qualificandosi così per un traguardo storico.
Vado, 100 anni fa una vittoria storica
Il 16 luglio 1922 si svolse la finale di Coppa Italia tra il Vado e l’Udinese. In quel caso, il gol decisivo è stato realizzato da Levratto al 118° minuto, portando così i rossoblù alla storica vittoria. I protagonisti di quell’estate includono Achille Babboni, Raimondi e Negro, mentre la società era guidata da Giovanni Ferrando.
Levratto, a soli 18 anni, ebbe un futuro brillante. Lui infatti, andò a giocare per club prestigiosi come Genoa, Ambrosiana-Inter e Lazio, e rappresentando l’Italia, vincendo un bronzo olimpico nel 1928. Dopo la carriera da calciatore, diventò allenatore di diverse squadre, tra cui Savona e Fiorentina.
Una particolare curiosità è legata al trofeo. Il presidente della Figc, l’avvocato Giovanni Lombardi, consegnò il trofeo al Vado durante una cerimonia ufficiale. Ma, nel 1935 – in epoca fascista – la Coppa fu donata allo Stato per la fusione patriottica.
Una copia originale fu restituita dalla Figc il 2 aprile 1992 durante un’amichevole tra Vado e Udinese, ora esposta a Vado Ligure. Nonostante la vittoria della Coppa Italia, il Vado non ha mai giocato in un campionato professionistico.
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Il Vado oggi
Come anticipato in questo articolo, il Vado ad oggi è impegnato nel Girone A di Serie D ed è in piena corsa per un piazzamento in zona play-off. La squadra, attualmente al quarto posto, ha da poco cambiato allenatore, con l’arrivo di Rodrigue Boisfer al posto dell’esonerato Marcello Cottafava.
A caratterizzare in positivo la stagione dei liguri è sicuramente il duo d’attacco più prolifico dell’intero girone, composto da Diego Vita e Vincenzo Alfiero, rispettivamente con 20 e 16 gol. Il primo, classe ’93, è arrivato nell’ultima sessione estiva di mercato con tantissime aspettative dal Breno – squadra con cui ha vinto il premio di miglior marcatore con 18 gol in 32 presenze.
Il suo compagno di reparto, arrivato anche lui in estate dal Fossano, nella passata stagione, ha trascinato i biancazzurri verso la vittoria dei play-off nazionali, e quindi alla promozione in Serie D, con un pazzesco contributo in zona gol, con 28 reti siglate.