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Gelbison, senti Liurni: “Ho ritrovato il sorriso. Gol contro il Cassino? Il più bello se varrà la C”

L’intervista a Lorenzo Liurni, attaccante della Gelbison, capolista del girone G

“Buonasera Lorenzo, piacere. Intanto posso darle del tu?”. “Puoi? Devi!”. Comincia così la chiamata con Lorenzo Liurni, attaccante della Gelbison. Una risata a rompere il ghiaccio. Simpatia, disponibilità, voglia di aprirsi e di raccontarsi. È ciò che traspare da subito. “Qui ho ritrovato il sorriso”: Liurni è tra quei soggetti con cui l’intervista diventa una chiacchierata tra amici.

A maggior ragione dopo una delle partite più importanti della sua vita, dove ha segnato uno dei gol più importanti della sua carriera. Cross di Prado dalla destra sul secondo palo, lui arriva in spaccata e segna il gol del decisivo 2-1 nello scontro al vertice contro il Cassino. Corsa e scivolata vicino ai tifosi. I compagni gli saltano addosso e lo abbracciano.

“Mi veniva da piangere. Dopo tutto quello che ho passato quest’anno, segnare un gol così bello e pesante è stato bellissimo. Se andremo in C, sarà senza dubbio il gol più bello e importante della mia carriera. Mi mancava tutto ciò, mi era stato tolto”. Voce rotta ancora dall’emozione mista a felicità, perché d’altronde “vincere un campionato a 30 anni sarebbe un sogno”, dichiara Lorenzo Liurni a seried24.com.

Dal recente passato torniamo indietro. Alla sua carriera, a ciò che poteva essere e che invece non è stato, ma anche a ciò che sarà dopo aver dato l’addio al calcio. Liurni si racconta con empatia.

Gelbison, Liurni: “Ho ritrovato il sorriso”

Dopo il racconto delle emozioni per il gol che potrebbe valere una stagione per la Gelbison, Liurni si sofferma sulla sua avventura con il club campano, cominciata pochi mesi fa. “Va tutto bene, sono felice. Speriamo di raggiungere l’obiettivo. Non è semplice perché ci sono altre squadre agguerrite. Troveremo campi difficili da qua alla fine, ma ora che siamo lassù bisogna spingere. Rispetto agli ultimi 5/6 anni, in questo ho segnato meno, ma ho avuto una fase brutta, da dimenticare. Da dicembre è cambiato tutto, sto bene. Mi è tornato il sorriso. Ora sto esprimendo le mie qualità grazie ai compagni, al mister e a tutta la società. Spero che il gol di domenica serva a qualcosa di importante”.

Credit photo: pagina Facebook “Gelbison”

Poi ancora sul gruppo: “Allenarmi e stare qui, essere apprezzato per quello che sono e per le mie qualità mi fa stare bene. Quando c’è questo non si può che dare il massimo e allenarsi a mille. Sento la fiducia di tutti, mi sento amato. Sto bene con me stesso. Ho conosciuto ragazzi eccezionali. Mi hanno tutti accolto alla grande. E in campo si vede“.

Liurni prosegue: “A me le responsabilità piacciono. Sono un attaccante ed è normale che da me ci si aspetti molto. Se la gente qui mi vuole bene è perché qualcosa ha visto. Io spero di dare una mano, dentro o fuori non importa. Se serve anche dalla panchina o dalla tribuna. L’importante è che alla fine si raggiunga questo sogno. Voglio ringraziare i tifosi perché ogni domenica mi e ci fanno sentire il loro amore e il loro apprezzamento. La coreografia di domenica è stata bellissima, mi hanno spiazzato”.

“Ad Andria mi trovavo bene”

Un anno complicato quello di Lorenzo Liurni. Partito da Andria, si è subito trasferito alla Sarnese prima di passare definitivamente alla Gelbison. “Ad Andria stavo facendo benissimo. Ero un titolare e mi trovavo bene. Per problemi miei personali ho deciso di cambiare, ma ho sbagliato. Dovevo temporeggiare. Ma sono esperienze che anche a 30 anni ti fanno crescere. Sono uno che ha sempre dato l’anima ovunque, ora è tornato il Liurni che conosciamo tutti. Spero di dare una mano a società, direttore e allenatore che mi hanno dato fiducia. Ringrazio il presidente Puglisi, il direttore e mister Giampà che mi hanno dato l’opportunità. Siamo concentrati sull’obiettivo, perché basta poco per fare un patatrac se la testa va altrove. Domenica abbiamo una partita difficilissima a Pagani e serve un risultato positivo per continuare il nostro sogno. Vincere un campionato a 30 anni sarebbe per me importante”.

Un periodo non felicissimo per Liurni nel corso di questa stagione. “Quest’anno le chiacchiere sono state tante. A me dispiace che sia passato un messaggio che io fisicamente non stavo bene, cose che con il calcio non c’entrano nulla. Preferisco che mi dicano scarso, piuttosto che si dicano falsità. Non ho rimpianti in carriera, sono uno che ha fatto tutto assumendosi le proprie responsabilità. Da bambino sognavo di fare il giocatore a grandi livelli, ma la colpa è mia. Spero adesso di fare ancora grandi campionati e togliermi più soddisfazioni possibili. Se non ho fatto categorie superiori, ripeto, la colpa è mia e basta”.

Credit photo: pagina Facebook “Gelbison”

Gelbison, Liurni: “Nocera è la mia piazza del cuore, mi sento a casa”

Una carriera tra i campi di C e D, tantissime squadre girate, tantissime piazze e città. Ma ce n’è una che a Lorenzo Liurni è senza dubbio rimasta nel cuore:Nocera per me è casa. Io amo i nocerini e la Nocerina. Amo tutto di quel posto. Li seguo, stanno facendo un campionato importante con il Casarano e sarà una bella lotta. Ma Nocera mi rimarrà sempre nel cuore. Sono stati due anni belli e intensi. Come mai non sono rimasto? Scelta della società, ma sono cose che vanno accettate. Ho sempre avuto la coscienza pulita, ma nel calcio ognuno fa le proprie scelte. La Nocerina ha giocatori forti”.

Ma che persona è Liurni fuori dal campo e chi è il suo modello d’ispirazione? “Fuori dal campo sono un ragazzo tranquillo, mi sono sposato in estate, ora sogno di allargare la famiglia. Amo ciò che faccio e spero di farlo al meglio possibile. Modello di ispirazione? Io sono interista e sono innamorato di Lautaro Martinez. Per me oggi è il più forte del mondo. Ha qualcosa che tanti attaccanti non hanno. Ha la cazzimma, dà sempre l’anima. Lo apprezzo molto”.

Al calcio ha ancora tanto da dare, ma sul futuro le idee sembrano già chiarissime: “In futuro voglio fare il DS o il procuratore. Quando mi sento con il mio agente a volte gli do qualche consiglio. Mi appassiona, il calcio fa parte di me e lo vivo h24. Cercherò e proverò a rimanerci dentro. Mi sento spesso con il mio procuratore, ha fiducia in me e a me piace dargli consigli e osservare come lavora. Vediamo che succederà, so che non è semplice”. Ma per il futuro post calcio ci sarà tempo. Quello prossimo invece ha due parole chiave: sogno e promozione. Il focus è quello. Cinque partite per conoscere la verità. Cinque giornate per capire se la spaccata contro il Cassino diventerà il gol più importante della sua carriera. Leaderhip e qualità. Se la Gelbison sogna (di nuovo) la C, il merito è anche di Lorenzo Liurni.