Lo hanno scoperto Marotta e Paratici, adesso “scende” in serie D | Riparte dalla squadra del suo cuore

La giovane promessa riparte dai dilettanti per riscattare la sua stagione e quella del glorioso club
Marotta e Paratici: un duo che ha fatto le fortune di Sampdoria e Juventus. Una coppia ben affiatata, capace di costruire prima una formazione blucerchiata in grado di sfiorare la Champions League e poi, con i bianconeri, un ciclo incredibile pieno di successi.
Da un paio d’anni, però, Marotta e Paratici si sono separati: il primo ha sposato il progetto Inter, diventandone ora il presidente, mentre il secondo ha proseguito il suo percorso alla Juventus, culminato con qualche diatriba di troppo. Dopo un’esperienza in Inghilterra al Tottenham, adesso è in attesa della chiamata giusta.
Insieme, i due dirigenti hanno spesso individuato calciatori promettenti, molti dei quali hanno poi vissuto carriere di tutto rispetto. C’è chi ha vinto tutto e chi meno, ma in tanti hanno fatto parte del calcio che conta.
Ai tempi della Sampdoria, dove Marotta e Paratici seguivano con attenzione il settore giovanile, la Primavera riuscì a vincere uno scudetto. Parallelamente, costruirono un organico straordinario che permise alla squadra allenata da Luigi Delneri di raggiungere i preliminari di Champions League.
Marotta-Paratici: i migliori acquisti del duo che ha reso grande la Juventus
Come detto, per tornare a vincere dopo gli anni bui del post-Calciopoli, la Juventus si affidò al duo Marotta-Paratici, reduci dai successi con la Sampdoria. Dopo una prima stagione sottotono, riuscirono, con acquisti e scelte azzeccate, a riportare la Juve allo scudetto, aprendo un ciclo stratosferico.
Tra i numerosi colpi messi a segno, alcuni si rivelarono fondamentali per la rinascita bianconera. I parametri zero Paul Pogba e Andrea Pirlo spiccano tra gli affari migliori in termini di qualità-prezzo. Anche la scommessa su un giovane Arturo Vidal si dimostrò vincente. Tra gli acquisti più onerosi, ma altrettanto redditizi, spiccano gli acquisti di Gonzalo Higuain dal Napoli e di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid.

Stefano d’Agostino: “Io sono stato scoperto a 13 anni da Paratici”
Stefano D’Agostino è tornato al Piacenza con grande entusiasmo, consapevole dell’importanza della piazza e del valore del club. “In questa categoria ci sono poche società con questa importanza e serietà a livello lavorativo”, racconta il trequartista, che lo scorso anno ha sfiorato la promozione con i biancorossi. Dopo una breve esperienza alla Nocerina, ha scelto di firmare un biennale con il Piacenza per riprendersi una rivincita e aiutare la squadra a raggiungere la salvezza. “Quando sono tornato qui a dicembre, la situazione era drammatica. Tutti si aspettavano un campionato ai vertici e invece eravamo in zona retrocessione“. Ribaltare una stagione così complicata non è facile, anche con l’arrivo di giocatori esperti, ma D’Agostino non ha mai avuto dubbi sul valore del gruppo. “Per questi momenti serve personalità, ed è una caratteristica che mi ha sempre contraddistinto“. Il cambio di mentalità è stato fondamentale: “Fino allo scorso anno un pareggio era visto come una sconfitta, ora lo vediamo come un buon punto per la salvezza“.
Il fantasista classe 1992 ha vissuto una carriera ricca di esperienze in grandi piazze, a partire dalle giovanili della Sampdoria, dove è stato scoperto da Paratici. “Ho scelto quel club perché è la squadra della mia città, rifiutando offerte importanti da Juventus e Torino“. Tra i suoi ex compagni spiccano nomi di livello come Icardi, Zaza e Soriano. Un altro capitolo indelebile è stato Taranto: “A 25 anni ero già il capitano, lì ho ricevuto un amore senza precedenti. Giocare davanti a 10mila tifosi e segnare 20 gol in quell’ambiente è meglio della Serie A per me. Auguro al Taranto di tornare nelle categorie che merita, poi in futuro chissà“.